Il Sublime Corano

Già durante la vita del Profeta (A) è stato messo per iscritto e dopo la sua morte, su suggerimento di ‘Umar, il Califfo Abū Bakr  [che morì due anni dopo il Profeta (A)] lo fece riunire in un testo unico, (secondo l’ordine indicato dal Profeta (A) stesso), sotto il controllo di una commissione promossa da lui che ne ha controllato e garantito l’autenticità, confrontando gli scritti con le testimonianze orali di chi lo aveva udito direttamente dal Profeta (A).
Il testo fu affidato ad Hasfa (sposa del Profeta (A) e figlia di ‘Umar) e fu la base della redazione definitiva ordinata dal Califfo ‘Uthmān.
Da quel momento fu diffusa l’unica versione autentica e ufficiale e gli scritti discordanti, vennero distrutti.

È l’ultima di una serie di Rivelazioni divine, nel corso della storia dell'umanità.

8 Ha fatto scendere su di te il Libro con la verità (bi-l-haqq) a
conferma di ciò che era prima di esso
e aveva fatto scendere la Torà e il Vangelo dapprima,
come guida per gli uomini
e ha fatto scendere il Furqān (Discrimine)...9
Corano, 3:3.

Il Corano è fonte ed essenza del messaggio del Creatore all’umanità.

Per ogni musulmano esso è la costituzione (chiarita dai dettagli contenuti nella Sunna) che regola la sua vita, in quanto i precetti divini in esso contenuti non trascurano nulla di ciò che riguarda l’esistenza dell’uomo sulla terra, secondo un ordine preciso e perfetto;
di un tale ordine molti degli uomini restano ignari e neppure i giuristi riescono a far giungere i fondamenti della giurisprudenza a tale perfezione. Allāh dice:

8Di’: ‘Se anche si riunissero gli uomini e i jinn per produrre (let. portare)
qualcosa di simile a questo Corano non produrrebbero (let. porterebbero)
nulla di simile, neanche se si sostenessero l’un l’altro9
Corano, 17:88.

Anche gli arabi idolatri hanno dovuto riconoscere l’ineguagliabile capacità espressiva del Corano e la sublimità della sua composizione, che li rese incapaci di comporre qualcosa di simile, fosse pure una sola sura paragonabile a quelle del Sacro Testo.
Lo stesso Corano li aveva infatti sfidati a produrre un testo simile, o dieci sure simili, o infine una sola sura come le sue: ma anche questo fu loro impossibile.
E rimasero ammutoliti anche quegli arabi che erano esperti nell’arte della parola, nonostante la capacità espressiva e la retorica costituissero la loro merce più preziosa.

Il Corano tratta di tutti gli aspetti essenziali dell’esistenza umana tra cui i fondamenti del credo (‘aqīdah), la legge (ash- sharī 'ah), la morale, i racconti di Messaggeri e Profeti precedenti, così come i temi della creazione, del Giudizio Finale e della vita ultima, e numerosi altri argomenti utili agli uomini. Inoltre, vi sono espressioni che anticipano conoscenze e scoperte a cui la scienza del tempo non era ancora giunta.

Esso è fonte di benedizione e strumento di adorazione, la via migliore  e più alta per avvicinarsi alla Maestà divina, ad Allāh tabāraka wa ta'ālā.

'Esso è l’espressione della rahma di Allāh per le Sue creature'.

Allāh ha fatto scendere il Corano (oltre che ad essere guarigione e rahma) soprattutto per condurre l’uomo e trarlo dalle tenebre alla luce, affinché realizzi la propria identità autentica nel rispetto della dignità propria e altrui, si purifichi dagli influssi negativi, si protegga, sia forte e indipendente, si elevi e possa adorare Dio nel modo da Lui voluto e a Lui più gradito.

8E di’: ‘È giunta la verità e svanito l’errore, per certo l’errore è
destinato a svanire facciamo scendere del Corano ciò che è guarigione
e rahma per i credenti e non accresce per gli iniqui se non rovina’9
Corano, 17:81-82.

8Ed è così che ti abbiamo ispirato uno spirito (ruh), dal nostro
ordine, tu non conoscevi né il Libro, né la fede, ma ne abbiamo fatto
una luce con cui guidiamo chi vogliamo tra i Nostri servi, di sicuro9
Corano, 42:52.

Il fine del Corano non è unicamente quello di essere salmodiato o di offrire la benedizione che deriva dal contatto con esso (benché sia davvero una benedizione);
ma la più importante delle sue benedizioni consiste nella sua meditazione, nella sua comprensione e quindi nella sua applicazione nelle questioni religiose e profane. Allāh dice:

8Questo Libro Noi lo abbiamo fatto scendere benedetto, seguitelo
e praticate la taqwā, forse vi sarà usata misericordia9
Corano, 6:155.

Accostiamoci dunque al Testo con grande umiltà e riverenza, consci che è la Parola di Allāh e laddove il nostro livello di conoscenza non arriva ci si rivolga a chi sa.

Notiamo infine che uno dei Favori più grandi offerti da Allāh, subhānahu wa ta'ālā, ai musulmani consiste nel fatto di aver preservato il loro Libro da ogni perdita, alterazione, sostituzione o cambiamento:

8In verità Noi abbiamo fatto scendere lo Dhikr (il Corano) e in
verità Noi ne siamo i custodi9
Corano, 15:9.

Come comprendere il Corano?

Tramite il Corano stesso

I versetti del Corano si confermano a vicenda, gli uni spiegano gli altri.
Allāh dice:
8…se provenisse da altri che Allāh, vi si troverebbero molte contraddizioni9
Corano, 4:82.

Ciò che è espresso brevemente o è vago in un passaggio, viene esplicitato e sviluppato in un altro. È per questa ragione che, per cogliere il senso di un testo coranico occorre riunire i versetti che trattano lo stesso argomento confrontarli mettendo insieme i loro rispettivi contenuti al fine di giungere ad una comprensione perfetta, in shā’Allāh.
Il Profeta (A) fu il primo a stabilire questo metodo:

Quando discese questa āyah:
8Coloro che hanno creduto e non hanno mescolato la loro fede con
iniquità…9
Corano: 6 / 82.

angustiò i compagni del Profeta (A) che dissero: ‘Chi tra di noi non mescola la sua fede con (qualche) iniquità?’ e il Messaggero di Allāh A disse: ‘Non è quello (che pensate) non avete sentito le parole di Lukman:
8in verità lo shirk è certo immensa iniquità9
Corano, 31:13.
Hadīth riportato da al Bukhāri e Muslim.


Tramite la Sunna

Ibn Taymiyyah @ disse:

“La migliore spiegazione del Corano è quella tratta dal Corano stesso, poiché ciò che è stato riassunto in un passo viene spiegato e dettagliato in un altro. Se non vi trovi la risposta, fa’ ricorso alla Sunna, poiché essa è un commentario del Corano”.

 L’Imām aš-Šāfi‘ī @ ha detto:

“Tutti i giudizi espressi dal Profeta (A) sono scaturiti dalla sua comprensione del Corano (che è un aspetto dell’Ispirazione divina quindi è una forma di Rivelazione).”

Allāh dice:

8Noi abbiamo fatto scendere verso di te il Libro con la Verità
affinché giudichi tra gli uomini secondo quello che Allāh ti ha fatto
vedere...9
Corano, 4:105.

8Non abbiamo fatto scendere il Libro su di Te se non perché tu
chiarisca loro quello su cui divergono, e a guida e rahma
per un popolo credente9
Corano, 16:64.

Lo stesso Profeta (A) disse:

'Mi è stato dato il Kitāb (Corano) e il suo simile con esso (la Sunna)'

Hadīth riportato da Ahmad e Abū Dāwūd.

L’obiettivo dunque è quello di cercare la spiegazione dei versetti coranici nel Corano, se non vi si trova risposta bisogna ricorrere alla Sunna.
Prendiamo per esempio la preghiera (salāt), il Corano non ha specificato i suoi orari, il numero di preghiere giornaliere, il numero di raka‘āt, così come non ha fornito i dettagli relativi alla zakāt, al digiuno, al pellegrinaggio e alla maggior parte delle questioni relative all’ambito della giurisprudenza. È la Sunna che ha esplicitato tutti questi dettagli. 

Cercare chiarimenti in ciò che hanno riferito e nella vita dei compagni e dei loro discepoli

Ibn Taymiyyah @ disse:

 “Se non trovi la spiegazione nel Corano o nella Sunna, fa’ ricorso alle parole (e alla vita) dei Compagni perché sono loro ad aver assistito alla Rivelazione e ad aver ricevuto l’educazione e la buona comprensione direttamente dal Profeta (A), in particolare (fa’ ricorso) alle parole dei più sapienti tra di loro, come, per esempio, i califfi ben guidati o ‘Abdullāh ibn Mas‘ūd, che diceva: ‘(Lo giuro) su Allāh, l’Unico: non c’è un versetto del Corano di cui non sappia in che luogo sia stato rivelato e in quali circostanze”,

o ancora l’erudito ‘Abdullāh ibn ‘Abbās, il cugino del Profeta (A) e l’interprete del Corano per eccellenza grazie alla benedizione dell’invocazione fatta dal Profeta (A)
in suo favore:


 ‘O Allāh! Fagli comprendere la religione e insegnagli l’interpretazione’
Hadīth riportato da Ahmad

Anche se nessuna interpretazione neanche la sua può avere valore assoluto e vincolante se contrasta il Corano o la Sunna.

Detto questo, (in assenza di riferimenti espliciti nelle Fonti) quando si ricorre alle parole dei compagni bisogna riferirsi all’opinione più diffusa contro la quale nessuno di loro ha mosso alcuna opposizione.
Quanto all’opinione di uno di loro, deve essere sottoposta all’esame delle Fonti divine infallibile (il Corano e quindi la Sunna), sarà quindi accettata se in accordo con il Corano e la Sunna, respinta in caso contrario. Ibn Taymiyyah @ aggiunge:

 “Se non trovi nulla nel Corano e nella Sunna o in ciò che è stato riportato dai compagni, sono numerosi i sapienti che hanno fatto ricorso ai commenti dei discepoli (tābi‘īn) dei compagni. Fra questi, ibn Jarīr, un commentatore del Corano di straordinaria eccellenza o ancora Qatādah, Sa‘īd ibn Jubayr, ‘Ikrimah, Hassan al-Basrī, ibn al-Musayib ed altri.”

Comprendere il Corano nel rispetto delle regole della lingua araba

Il Corano è stato rivelato:
8In lingua araba chiara9
Corano, 26:195.

dunque, oltre ad osservare quanto detto in precedenza, occorre anche interpretarlo alla luce delle regole della lingua araba in una maniera che convenga all’eloquenza miracolosa del Corano. Chi non possiede una padronanza perfetta delle scienze della lingua araba non può interpretare il Corano come meglio crede attribuendo ai termini il significato che essi hanno nell’uso corrente. Infatti, il senso di un termine può cambiare da un’epoca all’altra. Il significato di un termine all’epoca della Rivelazione può non essere lo stesso che noi gli attribuiamo ai giorni nostri.

Questo genere di interpretazione erronea consiste in un’alterazione del significato. Bisogna sapere che esistono due generi di alterazione (tahrīf): letterale e di significato.

L’alterazione letterale è impossibile poiché Allāh si è assunto il compito di preservare l’integrità del Suo Libro. Allāh dice infatti:

8In verità Noi abbiamo fatto scendere lo Dhikr (il Corano) e in
verità Noi ne siamo i custodi9
Corano, 15:9.

e Dio sa di più