La fonte dell’Islām

Il Corano e la Sunna pura sono il riferimento (il punto
a cui si fa ritorno) di ogni musulmano per conoscere le regole
dell’Islām.

 La Rivelazione divina è l’unica vera fonte dell’Islām.

Essa si esprime direttamente nella lettera del Sublime Corano e per ordine di Allāh, su Sua ispirazione nella Sunna.1

Nessuno può mettere in discussione questo principio  poiché esso è un elemento essenziale del credo. Allāh dice infatti:

8Non c’è per il credente o la credente, se Allāh e il Suo Messaggero
hanno decretato alcunché2, altra scelta e chiunque disobbedisce ad
Allāh e al Suo Messaggero devia di devianza palese.9
Corano, 33:36.

Potremmo persino ritenere che si tratti di un unico Riferimento e di un’unica Fonte:
 'la Rivelazione divina', dato che la Sunna che aiuta a comprendere e ad applicare le prescrizioni del Corano (dettagliando o dando indicazioni di elementi non espliciti in esso) è comunque ispirata da Allāh e resa inaccessibile all’intromissione di Satana, anche se il Corano è la fonte prima.

Di conseguenza, il riferimento supremo per conoscere le regole dell’Islām non può essere in nessun caso una guida spirituale, per quanto sapiente e pia.

I musulmani non attribuiscono la santità e l’infallibilità a nessuno.

Allo stesso modo, non si possono assumere come riferimento assoluto neppure una scuola giuridica, una confraternita o una setta, a cui taluni si riferiscono per pura imitazione in materia di credo e di ideologia, o in materia di giurisprudenza e di legislazione o ancora in materia di educazione e di comportamento. Le scuole giuridiche riconosciute nella storia della civiltà musulmana non rappresentano che punti di vista concernenti la comprensione dell’Islām e della sua pratica. Questi punti di vista appartengono a uomini, che non sono infallibili, la cui opinione può essere accettata come anche rifiutata.
Chi in seguito alla propria riflessione sarà giunto ad una comprensione corretta sarà doppiamente ricompensato, chi invece si sbaglia sarà comunque ricompensato per i suoi sforzi, se la sua intenzione è giusta e sincera.

Bisogna ricorrere a coloro che detengono la Scienza, quando non si sa.

Chiunque non abbia acquisito la scienza deve ricorrere a coloro che la detengono, in modo da evitare di emettere pareri per ignoranza. Lo hadīth, come qualsiasi ambito della scienza, ha i propri specialisti. Allāh dice:

8…chiedi di Lui a chi è bene informato.9
Corano, 25:59

Perché non abbiamo citato il Consenso e l’Analogia tra le Fonti dell’Islām?

Il consenso (al-ijmā‘) e il ragionamento per analogia (al-qiyās) sono citati negli ambiti relativi alla giurisprudenza (fiqh).  l’Islām non si riferisce solo alla giurisprudenza ma anche ad altri ambiti come il credo, l’etica e il pensiero etc., i quali si basano invece solo sul
Corano e sulla Sunna.

Questi due riferimenti ijmā‘ e qiyās (sono usati, quando lo sono, solo per questioni giuridiche) devono la loro esistenza al Corano e alla Sunna, dunque non costituiscono prove a se stanti. Il loro valore dipende dai due Riferimenti infallibili: il Corano e la Sunna.

Il Corano e la Sunna sono le due Fonti infallibili, la cui autorità non può essere messa in discussione dai musulmani . Quanto al consenso e all’analogia, vi sono molte divergenze riguardo al loro carattere di riferimento anche se la maggior parte dei sapienti li considerano validi.

1 Il Corano è compreso in base alle regole della lingua araba senza
forzatura né abusi; quanto alla comprensione della Sunna pura, ci si
riferisca alle persone, degne di fiducia, versate nella scienza e nella
trasmissione degli ahādīth.

2 Letteralmente un amr (cosa, ordine, questione etc).

e Dio sa di più